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| L'eremo di San Venanzio |
La giornata del FAI 2016 ci ha dato la possibilità di visitare (personalmente a distanze di lustri) uno degli eremi più affascinanti e suggestivi d'Abruzzo e d'Italia, ovvero l'Eremo di San Venanzio nel comune di Raiano (Aq).
L'eremo sorge
su un sistema di archi che impostano sulla viva roccia nel punto in cui la Gola di S. Venanzio si
restringe maggiormente e dove il fiume Aterno forma una piccola cascata
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| Aggiungi didascalia |
L’edificio, come ci appare oggi, è a pianta rettangolare coperta con volta a
botte; ha due altari
laterali in
prossimità di quello
maggiore che è
addossato ad una
parete divisoria,
dietro la quale si
trova la vecchia
abside con resti di
affreschi
cinquecenteschi
molto deteriorati,
rappresentanti gli
Evangelisti e
restaurati nel 2006
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| La Chiesa |
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| La scala santa |
Tutto questo organismo, chiesa e celle, poggia sulla sponda destra dell’Aterno insistendo su una compatta massa rocciosa. La parte più caratteristica invece, quella che unisce le due pareti della gola, imposta su un sistema di archi a diverso livello, sotto i quali scorre il fiume.
La precedente costruzione, di cui sono rimasti i segni anche dopo gli interventi della fine del ‘600, risale ad un periodo a cavallo tra il XV e il XVI secolo, sia perché gli affreschi che restano sono databili agli inizi del ‘500, sia perché il Compianto in terracotta fu eseguito nel 1510. Ma la chiesa odierna, perlomeno quanto a spazio interno, non ha più la forma della precedente, poiché subì evidenti trasformazioni. Ed è possibile indicare con una certa sicurezza l’epoca esatta degli interventi allo scadere del penultimo decennio del secolo XVII.
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| Il compianto |
La più bella opera d’arte che l’eremo conserva è un Compianto cinquecentesco composto da diciassette figure in terracotta policroma e un gruppetto di cinque angeli che pende dal soffitto. La scena è dominata dalla figura del Cristo in primo piano, adagiata in un sudario a forma di navicella. A sinistra e a destra si trovano figure maschili e femminili, vestite di lunghe tuniche e strani copricapi. Strettamente legati al santuario, anche se da esso materialmente lontani, sono i luoghi che la pietà popolare indica come segni dei miracoli operati dal Santo.
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| La scalinata che porta al "Compianto" |
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| Sedia di Santa Rina |
Altra impronta, su cui si stendono i pellegrini per guarire dai vari acciacchi, è quella già ricordata del corpo del Santo, prodotta durante il sonno sulla nuda pietra; ad essa si scende per mezzo di una scala santa tagliata nella viva roccia davanti l’altare maggiore. Dirimpetto a tale impronta è il sedile di S. Rina che ha il potere di guarire dal mal di reni.
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| L'impronta del Santo sulla roccia |
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| Ingresso scala santa |
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| Scala santa |
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| Scala santa |
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| Scala santa |
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| Scalinata esterna che porta alle rive del fiume Aterno |
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| Il fiume Aterno |
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