lunedì 21 marzo 2016

GIORNATA DEL FAI 19/20 MARZO 2016 - EREMO SAN VENANZIO (RAIANO)

L'eremo di San Venanzio

La giornata del FAI 2016 ci ha dato la possibilità di visitare (personalmente a distanze di lustri) uno degli eremi più affascinanti e suggestivi d'Abruzzo e d'Italia, ovvero l'Eremo di San Venanzio nel comune di Raiano (Aq).



L'eremo sorge su un sistema di archi che impostano sulla viva roccia nel punto in cui la Gola di S. Venanzio si restringe maggiormente e dove il fiume Aterno forma una piccola cascata

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L’edificio, come ci appare oggi, è a pianta rettangolare coperta con volta a botte; ha due altari laterali in prossimità di quello maggiore che è addossato ad una parete divisoria, dietro la quale si trova la vecchia abside con resti di affreschi cinquecenteschi molto deteriorati, rappresentanti gli Evangelisti e restaurati nel 2006
La Chiesa



La scala santa

 Tutto questo organismo, chiesa e celle, poggia sulla sponda destra dell’Aterno insistendo su una compatta massa rocciosa. La parte più caratteristica invece, quella che unisce le due pareti della gola, imposta su un sistema di archi a diverso livello, sotto i quali scorre il fiume.


La precedente costruzione, di cui sono rimasti i segni anche dopo gli interventi della fine del ‘600, risale ad un periodo a cavallo tra il XV e il XVI secolo, sia perché gli affreschi che restano sono databili agli inizi del ‘500, sia perché il Compianto in terracotta fu eseguito nel 1510. Ma la chiesa odierna, perlomeno quanto a spazio interno, non ha più la forma della precedente, poiché subì evidenti trasformazioni. Ed è possibile indicare con una certa sicurezza l’epoca esatta degli interventi allo scadere del penultimo decennio del secolo XVII.

Il compianto
La più bella opera d’arte che l’eremo conserva è un Compianto cinquecentesco composto da diciassette figure in terracotta policroma e un gruppetto di cinque angeli che pende dal soffitto. La scena è dominata dalla figura del Cristo in primo piano, adagiata in un sudario a forma di navicella. A sinistra e a destra si trovano figure maschili e femminili, vestite di lunghe tuniche e strani copricapi. Strettamente legati al santuario, anche se da esso materialmente lontani, sono i luoghi che la pietà popolare indica come segni dei miracoli operati dal Santo. 




La scalinata che porta al "Compianto"





Sedia di Santa Rina

Altra impronta, su cui si stendono i pellegrini per guarire dai vari acciacchi, è quella già ricordata del corpo del Santo, prodotta durante il sonno sulla nuda pietra; ad essa si scende per mezzo di una scala santa tagliata nella viva roccia davanti l’altare maggiore. Dirimpetto a tale impronta è il sedile di S. Rina che ha il potere di guarire dal mal di reni.

L'impronta del Santo sulla roccia

Ingresso scala santa

Scala santa

Scala santa

Scala santa




Scalinata esterna che porta alle rive del fiume Aterno


Il fiume Aterno 


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